PRESEPEFIORE in viaggio
Realizzato nel 2005 per la Chiesa rupestre di San Nicola dei Greci, in occasione del progetto Presepi di scultori ideato e curato da Giuseppe Appella nei Sassi di Matera, il PresepeFiore di Enrico Pulsoni è un complesso plastico la cui forma circolare (avvolgente, coinvolgente) invita a vivere un momento di raccoglimento, di meditazione e ritiro sul mistero della natalità. Con la sua superficie increspata, strigliata e movimentata, alimentata continuamente da un segno duro che crea massicci effetti chiaroscurali, l’opera sembra elevarsi da uno stato iniziale di orizzontalità per conquistare verticalità e spazialità, distaccarsi musicalmente da ogni cosa terrena e creare giochi cangianti, dati soprattutto dall’utilizzo d’una terracotta lasciata alla forza della prima cottura. A un’idea di riassorbire la forma architettonica del rosone medievale e di ricamarsi anche come luogo di dilatata temporalità, facendo riferimento alla meridiana o all’orologio meccanico che segna (chiara) l’ora dell’avvento, si somma nell’intento dell’artista la circolarità gioiosa del fiore, simbolo di vita tout-court, che porta quest’opera ad essere un unicum nel panorama della storia dell’arte: «la scelta di un fiore quale attributo della figura del Bambino Gesù», sembra essere infatti «del tutto inedita» avvertiva già Appella vent’anni fa.
Scegliendo la margherita, ovvero un fiore fatto di fiori poiché non solo il suo giallore interno (detto, nello specifico, bottone floreale) è costituito da minuscoli fiorellini a tubicino ma anche il suo corollario risulta essere composto scientificamente da altrettanti fiori con una linguetta bianca chiamata raggio o ligula, l’artista indica una pluralità che coincide con il mondo della vita e dei mille significati (misteri) che la riguardano. Se dunque nel PresepeFiore una corolla di sedici fiori bianchi si mostra ricca di segni e di solchi per indicare la miriade di strade della vita umana, dal capolino (altro nome del bottone floreale), in rosso, il cammeo d’una sacra famiglia fa scendere un raggio che raggiunge l’ornamento dell’inflorescenza esterna per simboleggiare quanto difficile sia quel cammino spirituale che porta a Dio.
Antonello Tolve
dal 10 agosto al 10 settembre 2026 Sala Conferenze della Casa Famiglia di San Gregorio L’Aquila