Rewind

Francesco Impellizzeri – 2024

REWIND di Francesco Impellizzeri, un’installazione di lavori, eseguiti tra la metà degli anni ottanta e il novanta, e una performance musicale negli spazi del TeatroBasilica che dialoga con le opere esposte.

“Rewind è quel tasto che ha assunto un particolare significato per la mia generazione. Ci permetteva di riavvolgere il nastro musicale verso l’inizio della cassetta, alla ricerca di quel brano che ci aveva suscitato un’emozione”

Francesco Impellizzeri nasce nel 1958 a Trapani, che lascia ventenne per frequentare il corso di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove vive e lavora.
Nelle prime esposizioni degli anni ottanta ha privilegiato la figura per poi proseguire con una ricerca pittorica su segno/colore in rapporto alla musica e al ritmo.
In occasione della personale alla Temple University Gallery di Roma del 1990 presenta la sua prima performance “Strilli” che ha visto la nascita di UNPOPOP, personaggio che canta d’arte contemporanea e critica giocosamente la nostra società.
Da quel momento si susseguono performance e nascono nuovi stereotipi, mentre foto, pittura e video completano le mostre, dapprima presso alcune importanti gallerie romane e poi in musei e istituzioni nazionali come la Biennale di Venezia.
Dal 1997 al 2007 espone con la galleria Espacio Minimo di Madrid, città dove ha vissuto per due anni, e nel 2003 partecipa alla mostra itinerante Don’t call it performance che, dal Museo Reina Sofia si conclude al Museo del Barrio di New York.
Nei primi anni del 2000 ha presentato i “Pensierini” che sotituiscono la parola cantata riproducendo fogli di quaderno
delle scuole elementari in cui sono commentati fatti di costume, politici e privati visti come da occhi infantili ma il cui contenuto e disegno rivelano l’ironico, ludico e critico mondo che l’artista ha sempre raccontato. Durante il suo percorso espositivo ha proposto i suoi lavori e performance in fiere, gallerie internazionali e Istituti Italiani di Cultura, partecipando anche a trasmissioni televisive e film.
Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra cui la Collezione Farnesina di Roma, il Museo delle Trame Mediterranee di Gibellina e il Museo DA2 di Salamanca (Spagna).
Negli ultimi lavori i colori della ricerca cromatica iniziale si fondono con rimati testi poetici dipinti in argento, presentati anche attraverso installazioni arricchite da suoni o performance musicali, di cui cura con precisione sia il contenuto che l’aspetto spettacolare.

Comunicato Stampa

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